Sei mesi fa Maurizio Landini veniva eletto segretario generale della Cgil da una maggioranza ben più ampia di quella accumulata durante la sua esperienza alla guida della Fiom. Sei mesi rappresentano un periodo troppo breve per azzardare un bilancio, si può dire che l’ex leader della Fiom sia ancora in rodaggio.

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Siamo amici della Fiom e abbiamo costituito un’associazione perché abbiamo a cuore la democrazia, e la Fiom, erede naturale delle società di mutuo soccorso, ne è uno dei motori fin dagli albori del secolo scorso. Non c’è democrazia senza il ruolo centrale del mondo del lavoro, la sua partecipazione, la sua dignità, i suoi diritti.

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Sindacato significa “insieme con giustizia”. Parole che ne indicano il senso e lo scopo, ancor oggi – a oltre cento anni dalla nascita dei primi sindacati moderni – e per il futuro.

Un breve ma intenso racconto autobiografico di Gino Mazzone, operaio prima e dirigente nazionale poi del sindacato dei metalmeccanici della Cgil. Un racconto in cui Gino ripercorre i momenti più significativi della sua "vita con la Fiom".

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Devo dire subito che, diversamente da Gianni Rinaldini, io farò un breve intervento di tipo esclusivamente personale, anche perché penso che gli avvenimenti politici e sociali a cui ho partecipato partono da così lontano che sarebbe difficile fare qualsiasi sintesi o qualsiasi valutazione che avesse un minimo di criterio e di oggettività.

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Download this file (2002-05_13-claudio-sabattini.pdf)Comitato Centrale Fiom-Cgil 13/14 maggio 2002155 kB

Ci accomuna l’aver partecipato, con un nostro contributo di appassionata militanza, a fasi diverse e importanti della storia della FIOM: ognuno di noi a vari livelli, in diversi momenti, anche con diverse posizioni e opinioni.

«L'attacco ai diritti dei lavoratori per alcuni aspetti è più grave che negli anni Cinquanta, quando almeno le salette sindacali e le bacheche riuscimmo a difenderle»«Si ritorna a prima degli scioperi del '44»